La prima vigna

il fascino delle cose vive

La vigna dove nasce Steccofino risale agli anni ’60 e conserva caratteristiche ormai rare, grazie all'unicità dei suoi vecchi vitigni, che hanno proprietà organolettiche e qualitative totalmente diverse dai nuovi impianti. Non stupisce, dunque, trovare a fianco dei tradizionali toscani (Sangiovese, Canaiolo e Trebbiano Bianco) il francese Merlot, secondo un’antica consuetudine prevista anche dal Disciplinare lucchese, che prevede la contemporanea presenza di vitigni autoctoni e vitigni europei.

Segue i criteri di impianto classico e un sistema di coltivazione anch’esso tradizionale, a guyot, con una densità di oltre 4.500 ceppi ad ettaro. I filari sono esposti a sud per assecondare la naturale pendenza del terreno e la distanza media sulla fila è di 80 cm.

Una vigna, dunque, avvolta dalla luce dorata del pomeriggio, che muta il suo aspetto in base alle stagioni, conservando il fascino delle cose vive. È rippata in autunno per ossigenare il terreno e inerbita in estate per preservarne l’equilibrio naturale. Il suolo è franco sabbioso, ricco di magnesio, mentre il sottosuolo garantisce una riserva idrica costante, che permette di non irrigare anche nei periodi di maggiore siccità.

La vigna produce non più di 12/14 quintali di vino nelle migliori stagioni, con cali fino a 8/9 quintali, dovuti alla stagionalità e al fatto che le viti sono molto vecchie.

Il vino presenta, anno dopo anno, una marcata acidità, che lo mantiene fresco e ben si armonizza con la rotondità del legno, dove invecchia prima di essere chiarificato, imbottigliato e immesso sul mercato.

La Vigna Nuova

continuiamo a coltivare i nostri sogni
Sita in località San Martino in Vignale, a 150 mt. sul livello del mare, l’ultima arrivata ha una superficie di ca. 5000 mq. e sarà produttiva a partire dalla vendemmia 2021, dove si stima di raccogliere circa 24 ql. di vino.

Sono stati impiantati Sangiovese, Merlot, Syrah e Vermentino nelle seguenti proporzioni:

Vitigni rossi: 55% Sangiovese, 30% Merlot e 15% Syrah.

Vitigni bianchi: 100% Vermentino.

Vigna dell'Arsina

splendida posizione, panorama mozzafiato
Arsina è una località collinare a circa 200 mt. sul livello del mare. Per arrivarci si attraversano strade disegnate tra i campi, lungo le quali svettano nuove ville e antiche dimore, ma soprattutto vigneti e oliveti.

Vicino ad una crocevia, dominato da un vecchio Crocifisso, la strada dà uno strappo e si fa sterrata, sempre più piccola, senza perdere, anzi, alimentando la sua dimensione fiabesca e naturalmente magica. Costeggia ulivi secolari per un breve tratto finché a sud, sotto di essa, ecco aprirsi il vigneto: splendida posizione, panorama mozzafiato.

Il signor Paolo Ricci, proprietario dell’appezzamento, racconta di averlo acquistato alla fine degli anni ’90, con circa 1800 viti, da lavorare esclusivamente a mano, perché i filari sono vicini tra di loro e sono stati ricavati togliendo spazio agli olivi. La composizione del suolo e l’esposizione danno, però, garanzia di qualità assoluta.

Le primi viti di Sangiovese risalgono alla metà degli anni ’70; circa 700 viti sono state reintegrate poi dal signor Ricci, inserendo del Merlot, del Colorino, della Malvasia e della Candia.

Dal novembre del 2016, l’Arsina è stata presa in gestione da Ferdinando Biagiotti e sono state reimpiantate su precedenti fallanze 300 viti tra Sangiovese, Syrah, Merlot e Vermentino. La vendemmia 2017 produrrà intorno ai 15/16 quintali di vino, che saliranno a 18/19 nei prossimi quattro anni.